La mia arte vestita di bianco

Come nasce la mia passione per scolpire la neve.

Sono nata e cresciuta a Livigno, un paese a oltre 1800 metri d’altitudine, con inverni lunghi rigidi e ovviamente innevati per 5/6 mesi. Penso alla mia infanzia dove per me la neve era solo essenziale per sciare, per slittare, ma creava anche un lavoro faticoso quando c’era da spalare per raggiungere la propria abitazione.

Le prime creazioni con la neve ricordo sono state le capanne che si facevano vicino alla propria casa durante la novena. C’era una tradizione/esibizione dove ogni ragazzo si sbizzarriva a creare la propria capanna di neve all’interno della quale veniva poi messo il presepe o la natività ed essendo un concorso era una gran bella soddisfazione essere selezionati fra i migliori.

A 19 anni realizzo davanti a casa con il mio papà Rocco la scultura di neve “lo Scarpone”: la prima vera opera di grandi dimensioni.

Contestualmente arriva a Livigno Art in Ice, il contest di scultura Internazionale di neve, promossa per 18 anni da Lungolivigno. Ricordo che quelle sculture per me erano una novità incredibile e ogni anno mi affascinava andare a vedere gli artisti quando le realizzavano e poi andare a scrutarle una volta terminate. Ma perché non lanciarsi e farne una con un team di locals? Insieme al gruppo capanna della via Florin (Walter, Nando, Livio) si decide di partecipare fuori concorso all’edizione del 1996. Avevo 21 anni. E propongo al gruppo di realizzare “la pensatrice”. Ecco le prime difficoltà: quali attrezzi usare, i volumi, le proporzioni e la paura di togliere troppo e non riuscire più ad aggiungere ....aiutoooo! Una bella faticaccia ma ancheo una grande soddisfazione per tutti.

L’anno dopo uno sponsor ci chiede di creare un bancone del bar in occasione della gara di polo e lì ci sentiamo più sicuri e gasati. Nel 2011 partecipo con un team ad Art in Ice con l’opera “S-cultura ancora per quanto?”, (con Katia, Ernesto e Dario) vincendo il primo premio del pubblico e da lì non mi sono più fermata. Ho partecipato negli anni a seguire a vari festival (contest) di neve in giro per il mondo (Russia, Cina, Francia) e ho realizzato anche diverse sculture di neve su committenza (a St. Moritz, a Courmayeur ai piedi del Monte Bianco, a Livigno).

Mi piace tanto la neve come materiale da lavorare; il fascino della scultura di neve risiede nel suo essere forma d’arte effimera: le opere durano finchè il sole primaverile non le fa ritornare acqua e mi piace pensare che la Natura si riappropri di quel che è suo e lo trasformi con i suoi tempi. Un’altra soddisfazione della “dama bianca” è che lavoro un materiale totalmente sostenibile. 

Da elemento ostile per i nostri genitori e nonni, la neve diventa risorsa economica preziosissima negli anni del boom economico degli anni 60, fino a diventare materia da plasmare in forme d'arte rappresentando un’esplosione di creatività ed energie che si rinnovano di anno in anno

Dal 2016 nascono gli igloo di neve, opere molte grandi dove le persone possono entrare, ammirare la neve scolpita e vivere un’esperienza unica ossia dormire o fare una speciale cena in un locale fatto e arredato esclusivamente con la neve. Ogni anno a dicembre nascono a Livigno e altrove gli Snow Chalet, Snow Cave, Snow Restaurant, Saune del freddo. 

Vania Cusini

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Vania Cusini

Esperienze, arte, vita.

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