I cerchi Olimpici
Opera monumentale in neve per le Olimpiadi Milano Cortina 2026
C’è un momento preciso in cui la fatica si trasforma in stupore. È quel momento in cui posi gli attrezzi, alzi lo sguardo e ti rendi conto che un enorme cumulo di neve è diventato un simbolo capace di parlare al mondo.
Per le Olimpiadi Invernali 2026, io e il mio team siamo stati chiamati a una bella sfida: dare forma allo spirito olimpico proprio qui, nel cuore pulsante di Livigno.
UN GIGANTE BIANCO DI 10 METRI
Situata nel cuore del Fun Village, nei pressi del Big Air, dove gli atleti si sfidavano per la gloria, la nostra opera non poteva passare inosservata. Una scultura monumentale alta 6 metri e larga 10, dove i leggendari Cerchi Olimpici e la scritta Livigno emergevano dalla neve come se fossero sempre stati lì, pronti a dare il benvenuto agli spettatori di tutto il pianeta.
L’OPERA DI TUTTI: UN SELFIE CON IL MONDO
La soddisfazione più grande? Non è stata vedere il lavoro finito, ma vedere ciò che accadeva dopo. La scultura è diventata una calamita di sorrisi. Migliaia di persone, turisti e appassionati hanno circondato l'opera per un selfie, una foto ricordo o un semplice momento di ammirazione. È stata un'opera che ha "attivato" la gente, rendendo l'arte parte integrante dell'evento sportivo più importante del mondo.
"È stato come se ognuno di loro portasse un pezzetto di quella neve e di quell'emozione a casa propria, ovunque nel mondo."
UN PONTE DI NEVE TRA LIVIGNO E CORTINA
Livigno, Cortina e Belluno insieme per un sogno olimpico"
Ciò che ha reso speciale l'opera è il sodalizio artistico che è sembrato un segno del destino: io, fiera delle mie radici di Livigno, ho lavorato con l’amico e collega Andrea Gaspari, originario di Cortina.
In queste Olimpiadi targate Milano-Cortina, la nostra collaborazione ha creato un vero e proprio ponte creativo tra le sedi dei Giochi.
Insieme a noi anche l'amico-artista Gianluca De Nard di Belluno che ha chiuso un cerchio perfetto di territorialità e passione montana.
È stato un connubio fortissimo: territori diversi che si sono fusi in un’unica visione, proprio come i cinque cerchi che abbiamo scolpito.
GRAZIE
Grazie al mio team, a Livigno e a chiunque si sia fermato anche solo un secondo davanti a questa montagna di neve trasformata in sogno.
Le Olimpiadi passano, ma l'emozione di aver lasciato un segno così grande resta scolpita nella neve e nel cuore.
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